martedì 5 gennaio 2010

Michael Schenker

Classe 1955, biondo, alto e col sangue dei teutoni che scorre come birra ad un oktober fest. Michael Schenker, fratello del chitarrista ritmico dei piu famosi (ma meno capaci) Scorpions, Michael è il fratello minore di Rudolf Schenker, e inizia a suonare a 12 anni dopo che al fratello maggiore viene regalata una chitarra elettrica.


Michael comincia fin dall'inizio a studiare assoli di pezzi di Clapton, Page, i Beatles e di tutta la prima ondata della British Invasion, e fonda rapidamente un primo gruppo, ma è a 16 anni che le cose si fanno serie, quando Michael entra, insieme al suo cantante, un ancora acerbo Klaus Meine, nel gruppo di Rudy, gli Scorpions. Michael si rivela subito un enfant pròdige della chitarra elettrica, utilizzando inizialmente una Gibson Les Paul, dovette cambiarla con la Gibson Flying V Medallium del fratello a causa di un incidente in tour. Da lì, fu amore a prima vista, e Michael non utilizzerà piu altre chitarre diverse dall'immortale freccia.

Con gli Scorpions, Mike registra Lonesome Crow del 1972, un mix brittalnte di Hard Rock, chitarre acide e cori spaventosi, uniti a psichedelia post '69, il disco è subito un successo, ed è l'unico ad essere completamente prodotto con Michael Schenker tra gli Scorpions. I'm Goin' Mad e In Search of the Peace of Mind sono subito dei classici, ed il biondo di Starsedt viene notato da due band sulla cresta dell'onda in quegli anni: UFO e Rolling Stones, che lo vogliono in sostituizione rispettivamente per Mick Bolton e Brian Jones.
Michael alla fine decide: Pete Way, Phil Mogg e Andy Parker saranno i suoi nuovi compagni di letto, e insieme porteranno gli UFO al massimo successo.

Subito nel 1974 esce Phenomenon, disco che mantiene parte delle sonorità Space proprie dei primi UFO, con brani come Space Child, ma anche interessanti grezzi Hard Rock come Sweet Little Thing, e sopratutto, le due Hit sinonimi di Schenker, Rock Bottom e Doctor Doctor.

Subito dopo partirono i primi tour, ma purtroppo cominciarono fin dall'inizio divergenze con Phil Mogg, e questo, unito ad i lunghi periodi di lontananza da casa e di vita frenetic ain tour, trascinarono Schenker nella dipendenza da alcolici, che in seguito avrebbe rappresentato un problema per la carriera.

Seguì Force It, capolavoro tecnico, che unisce virtuosismo per la chitarra agli albori alla passione sfrenata di Mike, da cui le grandiose Shoot Shoot e Let it Roll, mentre con No Heavy Petting si rivela sottotono rispetto al resto della produzione degli UFO, nonostante le interessanti Natural Thing e i'm A loser.


Il 1977 vede invece un nuovo materpiece, Light Out, dove Too Hot To Handle prende vita, destinata a rimanere uno dei punti caldi di Schenker, oltre a Love to Love e Lights Out.

Nel 1978 invece, il genio di Schenker prende vita di nuovo con Obsession, forse il miglior disco della band. Cherry, Hot'n Ready, Pack it Up And Go, One more for the Rodeo, Arbory Hill, Only You Can Rock Me e You Don't Fool, solo per citarne alcune, rappresentano un vero mosaico di eccellente fattura, che riperorre gran parte dello stile plasmato da Michael, con brani di grezzo Hard Rock da stadio, a piu raffinati pezzi polistrumentali dall'aria britannica, questo resterà come pietra miliare del gruppo, essendo anche l'ultimo prodotto con Schenker prima della Reunion.

Nel 1979, esce Strangers In the Night degli UFO, registrato nel tour precedente, che rimane probabilmente la miglior testimonianza in assoluto di Michael, essendo anche impossibili qualunque tentativo di sovraincisione, avendo lasciato il gruppo prima della pubblicazione del disco. Successivamente, quando gli intervistatori si dissero stupiti dalla potenza del disco, Schenker replicò che "potevano scegliere materiale migliore".

La reunion con gli Scorpions del 79 portò Schenker ad apparire sul disco Lovedrive, coem solista nei brani Another Piece of meat, Lovedrive, e la terrificante Coast to Coast, un altra punta di diamante del Biondo tedesco, ma le sue troppo variabili condizioni nei Live lo portano ad essere allontanato dal gruppo.

Con gli anni '80, Schenker riceve inviti per la partecipazione a due gruppi di altissimo livello: Aerosmith, per ripiazzare l'allontanato Joe Perry, e Ozzy Osbourne, quale sostituto del defunto Randy Rhoads.

Per la band di Tyler, Schenker fece una prova, ma alla fine della session, gli Aerosmith giocarono qualche scherzo di fattura nazista nei confronti di Schenker, giocando con la sua appartenenza alla razza Ariana (alto biondo e tedesco di natura), cosa che fece incazzare non poco Mike.
Famoso per il suo carattere suscettibile, Michael mandò affanculo tutto il progetto Aerosmith, mentre per Ozzy, per tutto il tempo sembrò convinto di accettare, quando ad un certo punto, qualcosa gli disse nella testa : "FERMO! NON FARLO"

Cosi, Schenker radunò Gary Barden, cantante, Don Airey alle tastiere, Mo Foster al basso e Simon Phillips alla batteria, e pubblicò immediatamente l'omonimo "Michael Schenker Group".

Il suono di questo primo album è marcatamente da hard rock post NWOBHM, stile UFO degli utlimi anni, con i classici Armed And Ready, Cry For The Nations e Into The Arena, che danno libero sfogo alla sua Flying V (ora marcata in bianco e nero).

Questo primo disco è un bel traguardo, ma negli anni successivi, l'MSG perse di smalto, con formazioni in continuo mutamento, uno stile che si affaccia sempre piu sugli anni 80, con largo uso di sintetizzatori, e un virtuosismo scarno in aumento nelle opere di Schenker.

Nel 1987, l'incontro col cantante Robin McAuley dona nuova linfa al gruppo, che riprende a dare al mondo pezzi affascinanti. In questi anni, Schenker diventa sempre piu famoso per il suo stile innovativo nella chitarra hard'n heavy, che propone un cresente punto di rilievo per la solista.

Alla fine della collaborazione con McAuley, seguì un periodo di depression e sconforto, momentaneamente sospeso dal ritorno in formazione con gli UFO in Walk on Water nel 1995, per poi un recupero della MSG nel 1997 col Live The Michael Schenker Story Live, che ripercorre attraverso un concerto celebrativo, tutto lo sviluppo di Michael, dai tempi con gli Scorpions, fino al progetto Contraband, supergruppo anni ottanta, dove emerge una cover di All The Way From Memphis dei Mott The Hoople.


Dal 2000, altri due dischi con gli UFO, Covenant e Sharks, riportano Michael ad alti livelli di popolarità, con pezzi di sano, granitico hard rock, come Sea of Faith, ma anche queste reunion si chiusero con la riuscita definitiva (per ora) di Schenker dagli UFO.

Michael continua la produzione di dischi con gli MSG, e anche da solista (Thank You, I,II,III,IV), dedicandosi molto a progetti acustici, e riprendendo piu volte in mano brani del periodo d'oro con gli UFO.

Ma la leggenda di Schenker è tutt'altro che conclusa, tra un tour ed un disco in studio, la sua figura, legata in maniera indissolubile alla Flying V, farà proprio come un suo brano. Rock Will Never Die

Black Sabbath - Paranoid


Sono le sirene militari a dare il via al secondo disco dei Sabs. Pubblicato a poca distanza dal fondatore del Doom, l'omonimo Black Sabbath, Ozzy e i suoi decidono che è tempo di scrollarsi la reputazione di satanisti che stà crescendo intorno al gruppo. In fondo i Sabs sono hippy per la pace, non satanisti affamati di Aleyster Crowley, come un certo Page, diventato famoso negli "sconosciuti" Zeppelin.

Per farlo, un disco come paranoid era necessario. War Pigs è una cruda canzone di protesta anti militarista .

Generali radunati nelle masse, proprio come streghe alle messe nere

I politici si nascondono

hanno solo fatto iniziare la guerra

perchè dovrebbero combattere?

Questa frase dovrebbe avere come soggetta un certo George W. Bush, ma questa è un altra storia. I Sabs si erano mostrati per quello che erano veramente. War Pigs fece storia.

A seguirla una delle prime canzoni Metal con la M maiuscola, Paranoid, che rubò il titolo del disco a War Pigs.

Paranoid rappresenta lo spunto per tutto quello su cui si baserà il metal. Chitarra acida onnipresente per tutta la durata del disco, e Ozzy conferma il suo titolo di Voce del metal per eccellenza.

La terza traccia è un inquietante psichedelica ballata, condita da effetti allucinanti che anni dopo avrebbero affascinato i Pantera. Il testo lascia in bocca il sapore di LSD, e pare trattare abbastanza esplicitamente di un viaggio psichedelico dovuto a troppi acidi, con visioni pittoresche di stelle brillanti come occhi, oscurità danzanti e luci soffuse.

Ma è Iron Man che preserverà i Sabbath al futuro, imprimendosi nelle menti piu giovani. Riff diretto e acido, quasi una Smoke on the Water alla Sabbath, Tony & i suoi si divertono a parlare di un fantomatico uomo tornato dallo spazio con l'amaro in bocca, e risentito per le sue disavventure, decide di fare piazza pulita di innocenti. Iron man Lives Again. E stì cazzi se vive.

Tony Iommi si rivela un cultore dei distorsori per Electric Funeral, che riprende toni piu Doom, propri del primo disco, con tematiche vicine a War Pigs, raccontando di una guerra nucleare.

Seguono quindi le meno popolari Hand Of Doom, che ripercorre sonorità tetre e mitiche, e Rat Salad, jam session dove Bill Ward dà sfogo al suo talento di batterista. Il pezzo non rimarrà nel mito, ma la testimonianza della potenza della band non sarà mai sottratta, tanto a sottolineare che i Sabbath non sono solo una creatura di Ozzy.

Jack The Stripper chiude il disco, con un brano povero di originalità ma ricco di stile Sabbathiano. Paranoid rappresenta quindi, una pietra miliare per i Black Sabbath. Di sicuro il loro disco di maggior successo, in discussione se anche il migliore da un punto di vista di fattura. Ma una cosa è sicura. Iron man Lives Again.

lunedì 4 gennaio 2010

UFO - Strangers In The Night






WILL YOU PLEASE WELCOME FROM ENGLAND....IU-EF-OU



e sotto con Hot'n Ready, gli UFO non risparmiano colpi con il loro miglior disco live in assoluto, con una formazione eccezzionale ed una carica spaventosa. Ultimo disco registrato col biondo Michael Schenker prima della reunion del '93, questo disco venne pubblicato come doppio LP nel 1978. Tutti pezzi di altissima qualità, Strangers In the Night mostrò cosa voleva dire un concerto Live degli UFO, gruppo Hard Rock che avrebbe potuto declassare molti coetanei, ma che a causa di divergenze di formazione, e per popolarità sempre non all'altezza non è mai riuscito a raggiungere il tetto dell'olimpo, come invece avrebbe meritato.



Con Phil Mogg alla voce, Pete Way al basso, Andy Parker alla batteria, Paul Raymond alle tastiere e seconda chitarra, e il già citato Schenker alla solista, gli UFO esplodono nelle arene americane, con un repertorio che ripercorre il meglio dei loro dischi dal '73 al '78. L'inizio è dato da Hot'n Ready e Cherry (tracce bonus non presenti nella versione originale), confluendo nel capolavoro tecnico di Schenker, Let it Roll, dove la sua Flying V esprime sentimenti che le parole non possiedono, con un buon rapporto chitarra/tastiera. Si passa quindi alla piu profonda e tranquilla Love to Love, che rapporta delle parentele con la psichedelia space dei primi UFO di Mick Bolton, per arrivare alla Natural Thing, in netto contrasto con l'inconfondibile riff chitarristico à là Schenker, ed ecco confluire il tutto in Out In the Streets, dove Paul Raymond si spizzarisce con le tastiere, ed entra in duetto con l'assolo piu carico di emozioni che Schenker abbia mai dato al mondo, dove il tempo si ferma per quelle poche, eccezzionali note.



Only You Can Rock Me esalta subito lo stadio che si alza maestoso, in delirante ammirazione per l'inno degli UFO al puro hard rock dei '70, con una delle migliori ritmiche che la chitarra conosca, ed il suo riff scolpito nella memoria di chiunque lo abbia sentito almeno una volta, per arrivare a Mother Mary e The Kid's, piu granitiche e dirette, dove esalta soprattutto la batteria pesante e a martello di Andy Parker.



A questo punto, si parte con la delicata introduzione di Doctor Doctor, spinta al massimo grazie alla carica dei giovani presenti, per arrivare a I'm A Loser, per rilassare un po l'ambiente, e tirarlo di nuovo avanti con Lights Out.



Ed è qui che gli UFO tirano fuori le palle, con gli 11 minuti di Rock Bottom, il pezzo piu famoso del gruppo, calibrata perfettamente, con un duetto tra Schenker e Raymond spaventoso, che si protae per oltre 4 minuti, in una melodia piena di effetti che hanno fatto storia, e con Phill al massimo della sua estensione, arrivati a 9 minuti, gli UFO si prendono uno stacco per dar l'illusione di aver dato tutto quel che potevano, ma quando il riff di Rock Bottom riprende quota, la gioventù americano non resiste, e l'esaltazione raggiunge il suo apice.



Too Hot To Handle viene serbata per il finale, insieme a Shoot Shoot, concludendo il repertorio mostruoso del disco, con un esausto Mogg che conclude con la sua benedizione al pubblico - thank you all very much, God bless, good night-



E gli UFO tornano nello spazio profondo dal quale erano atterrati, e per altri 20 anni quasi non si ripresenteranno piu con la stessa energia.



domenica 3 gennaio 2010

Lynyrd Skynyrd - Pronounced "leh-'nèrd'skin-'nèrd"

Bentornati. Non sono mai stato bravo nei discorsi commoventi. A volte, quando ho voglia. Non stasera. Bene, il primo disco ad apparire sul rinnovato blog sarà l'album di debutto di uno dei gruppi piu importanti della storia. I Lynyrd Skynyrd. Il disco, uscito nell' agosto del 1973, presentò al mondo intero il gruppo di Ronnie Van Zant, con la sua prima incarnazione, che conta anche il chitarrista Ed King.

Granitico rock sudista, ballate malinconiche, inni senza tempo e allegre ballate da Whiskey Bar, il disco si apre con I Ain't The One, partendo subito con un buon inizio di chitarra, un pezzo da non dimenticare, nella sua semplicità. Rossington apre la seconda traccia con un classico riff rock, Gimmie Three Steps, che con abile mix di chitarra, tastiera e potenze vocali, presenta uno dei loro migliori pezzi. Ma è con Tuesday's Gone che gli Skynyrd danno un primo assaggio di cosa sarà la loro storia. Train roll on, on down the line, please take me far away... con questi versi, la canzone esprime già dall inizio un senso di malinconia e di disagio che in quegli anni imperversava tra le regioni del sud, ancora intente a liberarsi dall' ombra del conformismo che anni prima aveva causato focolari di giovani capelloni armati di chitarra in tutto il paese.

Tastiere commoventi, con un Van Zant che emana un aurea di sofferenza nel pronunciar ogni singola parola, ed il primo vero esempio di lavoro di chitarre a tre, per il terzetto Collins/King/Rossington, il pezzo è un blues sudista difficilmente dimenticabile.

Things Goin' On prosegue il disco in puro stile Skynyrdiano, con un altra perfetta partenza strumentale, dove i ragazzi del sud partono in successione, il pezzo è un perfetto pezzo di Southern condito con sfumature blues, dove si può avere l'impressione di camminare per una lunga strada del Missouri circondato da campi, durante una tranquilla giornata di primavera. Mississippi Kid ricorda qualcosa da fiera di contadini, oppure un pezzo dalla colonna sonora di Hazzard, ed è qui che i Lynyrd si dimostrano di degni figli del Blues americano che quarant anni fa nasceva in quelle terre. Ed eccoci al secondo orgasmo del disco: Simple Man, tragica confessione di una madre al figlio, be something you love and understand ,sembra il destino che proprio toccò a Ronnie, che da lavoretto a lavoretto, tra cui lottatore di boxe, si ritrovò a cantare in un gruppo rock. I toni riacquistano vivacità ed allegria con Poison Whiskey, che mantiene influenze di quei primi pezzi della metà degli anni 60 che fecero esplodere chitarre e capelli lunghi in tutto il mondo. Ma è con l'ultima traccia, che il mondo si accorse chi aveva di fronte. Free Bird. Epica, maestosa, immortale. L'unica canzone a dare del filo da torcere alla Staiway to Heaven dei Led Zeppelin, come richiesta via radio. Il pezzo si divide in due parti, una prima piu calma e melodica, con Ronnie che decanta come un moderno menestrello, le gesta da giramondo che in molti intrapresero in quegli anni, in quelle terre. If i leave here on tomorrow, would you still remember me? avrebbe tormentato tutte le generazioni successive di giovani rocker e allegri fricchettoni. Ma ad un certo punto, il trio a mitraglia comandato da Collins comincia il bombardamento con un (se non il piu grande) assolo fuori da ogni schema e da ogni tempo. Destinato a rimanere nell'olimpo assoluto, qualcosa che difficilmente ci si aspetterebbe da un gruppo di bifolchidel sud. Con almeno 10 anni di anticipo su tutti i virtuosisti della chitarra Shred, il vero capolavoro della sei corde lo battono i Lynyrd.

In sostanza, il disco d'esordio fu un capolavoro, spesso dimenticato, o non abbastanza decorato.

I Lynyrd si erano rivelati al mondo. E nessuno li avrebbe dimenticati, anche se se ne fossero andati.

lunedì 2 febbraio 2009

Back In Black

Back In Black

Okay gente, dopo un duro periodo di pausa, rieccoci in pianta stabile. Presto saremo di nuovo qui a parlare di ciò che ci piace di piu, la musica, per ora dateci un po di tempo per riordinare le idee e preparare nuovi articoli. Consideriamo questo "ritorno in nero" come una reunion. Dimostriamo che non siamo ancora morti gente.

And Everything under the sun is in tune, but the sun is eclipse by the moon.

mercoledì 17 dicembre 2008

Attentato al Musicology

Nonostante la maggioranza fosse contraria un attentato ha colpito il musicology: e stato creata una brutta copia del mitico forum su forumfree. dopo aver esaminato attentamente forumfree la mia conclusione è: fa cagare!!! E scomodissimo da usare, pieno di banner inutli e pubblicita dove uno per cercare un genere deve cliccare in qua e in la. inoltre e veramente orrendo come grafica e, come dice albe "sembra un sito per pedofili". Comunque, siamo tutti d'accordo che su blogspot non viene nessuno a visitarci, per questo il mitico andre (spirit crusher), ha proposto di creare un sito su altervista, che e notorialmente meglio di quella cagata di forumfree. suggerisco a tutti voi (in particolare cappy e gabrè) di ragionarci su perche portare il musicology su forumfree e un offesa. buonanotte

martedì 16 dicembre 2008

AC/DC - Highway To Hell

Salve a tutti. Nonostante sia passato molto tempo (2 settimane) dall'ultimo articolo pubblicato sul nostro blog, non siamo ancora falliti. Segno evidente della nostra longevità è l'arrivo di un nuovo lettore, che (speriamo) continuerà a seguirci. E adesso, basta cazzate e veniamo al sodo, e questa volta ho in programma un disco "Cult". Signore e signori, Highway to Hell degli AC/DC.
Disco che si presenta subito come un distillato perfetto di Hard Rock "puro e crudo", creato dai canguri dell'hard rock, ad opera dei fratelli Malcom e Angus Young, e del cantante Bon Scott, Highway to Hell si mostrò al mondo nel 1979 come il piu grande disco della band, e rimarrà nella storia come l'ultimo disco della formazione originale. Infatti, l'anno successivo il cantante Bon Scott morirà, lasciando gli AC/DC vedovi di uno dei migliori cantanti del panorama Hard Rock mondiale. Il disco si apre con Highway to Hell, subito riconoscibile dal riff iniziale, che è ormai rimasto nella mente di tutti come uno dei riff piu caratteristici della musica, insieme a Smoke on The Water o Crazy Train. La canzone è un vero trionfo musicale, tutti i membri sono al massimo, ogni singolo elemento è curato è ben mirato, e rendono la title track unica e inimitabile. Si prosegue con Girls Got Rythm, Walk All Over You, Touch Too Much, Beating Around The Bush e Shot Down In Flames, tutti pezzi che ormai sono tra i piu noti e piu apprezzati della band, che fanno capire cosa vuol dire "fare Rock". Arrivano poi le stupende Get It Hot e If You Want Blood, che sinceramente, paragonerei alla title track e ad altre canzoni del calibro di High Voltage e Back In Black, se non superiori, sotto certi aspetti, in particolare, consiglio l'ascolto di If You Want Blood, pezzo secondo me estremamente sottovalutato, erroneamente al suo potenziale. Il disco si chiude quindi con Love Hungry Man e Night Prowler, altri due esempi di come possano viaggiare gli AC/DC sulle loro chitarre al cardiopalma.

Quindi ragazzi, non perdete tempo. Procurati il disco quanto prima possibile, e allora capirete cosa vuol dire incrociare dei canguri con la mania di bere all'Hard Rock dei '70.
E ricordate:

"I'M ON A HIGHWAY TO HELL, DON'T STOP ME"






mercoledì 3 dicembre 2008

The Unseen


Eccomi qua! Tornato a scrivere su questo blog dopo un periodo d'assenza...ma tralasciando i saluti oggi ho in programma di parlarvi del mio gruppo preferito...Gli Unseen!


La scena Hardcore Punk inizia ad aver successo intorno agli anni ottanta grazie a gruppi come i Sick of it All, Suicidal Tendencies, Mob 47...nel 93 però l' hardcore si fonde con lo street punk dando vita al gruppo che inizialmente avrà il nome di The Extinct.
Alle origini il gruppo era composto da cinque membri, ma nel 2003 la band vide l'addio del secondo chitarrista, Marc Carlson, e così si è arrivati alla conclusione di rimanere in quattro, eccetto che per le esibizioni dal vivo dove compare comunque un secondo chitarrista per reggere meglio il sound e lasciar più spazio a Scott e i suoi assoli

Origini:
Il gruppo inizia a formarsi ai tempi del college con i due fratelli Mark e Scott Unseen i quali influenzati dai migliori gruppi della scena Hardcore di quei tempi decidono di formare una band.. ci vorrà un po' di tempo prima di aver trovato tutti gli elementi necessari e dopo aver una formazione solida con Paul Russo come chitarra-vocalist, Mark come batterista, Scott come secondo chitarrista e Marc Carlson come vocalist la band inizia a debuttare.

Andando avanti nel tempo ci sono stati diversi cambiamenti tra bassisti e chitarristi, ma gli Unseen godono ora di un importante carriera e popolarità all'interno della scena Hardcore-Street punk tant'è che più di una volta hanno aperto i concerti di grandi gruppi di Street Punk come i Rancid, i The Virus, Strike Anywhere e gli energici Bouncing Souls.
Le etichette discografiche con la quale ha collaborato questo gruppo sono la Epitaph Record e la attuale Hellcat Record con cui ha pubblicato gli ultimi cd usciti.
Gli Unseen sono una band tutt'ora in attività, hanno suonato a Luglio anche qui in Italia e godono anche di ben 3 partecipazioni nel concerto del Vans Warped Tour, concerto organizzato proprio da questa marca di skateboard nella quale fanno comparsa i migliori gruppi Punk Rock in circolazione.
Dal 1997 ad oggi la band Street Punk statunitense ha pubblicato 8 album riportati qui sotto:
- Lower Class Crucifixction
- So This Is Freedom?
- Totally Unseen (The Best of Unseen)
- The Anger and The Truth
- The Complete Singles Collection (1994-2000)
- Explode
- State of Discontent
- Internal Salvation

Purtroppo col passare degli anni la band ha perso la grinta dell'Hardcore facendo canzoni più melodiche e alcune che si possono tranquillamente definire pop punk.
Lower Class Crucifixction è stato un cd d'incoronazione per la band dei due fratelli, canzoni brutali, veloci e soprattutto nel vero stile della band, per non parlare dei testi delle loro canzoni, con un Mark Unseen che non ha paura di dire la sua andando contro tramite la musica allo stato americano e alle varie guerre.
I primi album pubblicati sono stati i migliori di sicuro, Internal Salvation è dichiarato come l'album insignificante, che ha perso la grinta che aveva un tempo il gruppo, anche se personalmente non lo definirei in questo modo anche perchè per me è ben fatto.
Tralasciando Internal Savlation, l'album che smentisce è sicuramente State of Discontent che contiene pezzi davvero bellissimi e anche la cover meravigliosa di Paint it Black dei famosi Rolling Stones...un album che per gli amanti del genere va davvero ascoltato.
Insomma voto per questo gruppo un 10+ strameritato a mio modo di vedere anche perchè sono stati proprio gli Unseen e i Sex Pistols ad avvicinarmi a questa musica a dir poco fantastica.
Un saluto e ci si vede alla prossima
STAY PUNK!

domenica 23 novembre 2008

Backyard Babies


Backyard Babies

Il sesto album dei Backyard Babies, che porta il nome della band, è uno dei loro lavori meglio riusciti, nessuna delle 13 tracce delude dalla fantastica “Fuck Off And Die “ fino a “Saved By The Bell” il lento suonato da Nicke Borg;certo ci sono 1 o 2 pezzi un po’ meno potenti e interessanti, ma sicuramente non brutti.
Questo album riprende in parte le sonorità del precedente “People Like People Like Us” ma si differenzia un po’ invece dallo strabiliante (e mio preferito) “Making Enemies Is Good”. I classici cori e assoli di Dregen, la voce potente e l’accompagnamento di Nicke Borg e il tempo e le rullate perfettamente scandite di Johan Blomqvist (basso) e di Peder Carlsson (batteria) di certo non mancano! Possiamo dire che questo album rappresenti solo una parte dell’essenza dei backyard babies, poiché altri album come ho già spiegato sono un po’ diversi, ma in ogni caso a mio parere rimane un grandissimo album e si merita un bell’otto se non un po’ di più.Vi consiglio vivamente l’ascolto, se non vi dovesse piacere a primo impatto riprovate fidatevi ! ;)

http://it.youtube.com/watch?v=YfSiEsNu2iQ ECCO QUI IL LINK DI UNA CANZONE DELL'ALBUM!

Ciau da roccarolla!!

sabato 22 novembre 2008

Guns'n Roses: Chinese Democracy

Ragazzi, parola d'onore, un disco del genere me lo sarei evitato volentieri. Mi viene da chiedermi cosa gli sia passato per la testa ad Axl quando ha deciso di pubblicare questa roba. Quest'album (che pure stà vendendo tantissimo in tutto il mondo, solo perchè in compertina c'è il bel nome dei guns) non merita affatto di essere considerato un disco dei Roses, ma neanche un disco Hard Rock. Non so come lo si possa classificare, forse come "Vaccata" ci starebbe bene, ma non sarebbe etico. Ascoltando il disco, si può tranquillamente osservare come Axl sia caduto in basso. Non una di queste canzoni ricorda i bei vecchi tempi di Appetite For Destruction, non c'è piu traccia di quell' Hard Rock semplice e diretto che caratterizzava i Guns ai tempi di Slash. Anche quest'ultimo fa sentire la sua mancanza. I suoi assoli, semplici ma originali, suonati solo come quel simpatico ammasso di capelli sapeva fare, non è che un ricordo in questo polpettone ammuffito, dove Axl cerca, insieme ad altri sconosciuti musiciti novellini, che non sanno nemmeno tenere in mano i propri strumenti, di rovinare la reputazione di un gruppo storico, inserendo nuovi tipi di sonorità, pezzi aggiunti al computer e distorsioni senza senso. Alla fine dei conti, gli unici due brani che si salvano dalla pena capitale sono "Better" e "Chinese Democracy", seppur rimanendo nettamente inferiori a qualsiasi altro pezzo della golden age del gruppo di LA. Insomma gente, cerchiamo di dimenticarci di questo album e riascoltiamoci un bel live stile Say Your Prayers, perchè noi i Guns li vogliamo ricordare così: Semplici ma Cazzuti.

Stay Rock, Carry On.

giovedì 20 novembre 2008

Emerson, Lake & Palmer



Dopo un po di silenzio ho deciso di ridare vita a questo forum scrivendo degli Emerson, Lake and Palmer, uno dei gruppi più importanti nel genere progressive degli anni 70. La band (viva la fantasia!!) era composta da uno dei piu grandi tastieristi di sempre, Keith Emerson (che aveva gia suonato nei Nice ed era molto amico di Lemmy dei Motorhead), da Greg Lake un bassista chitarrista che suonava nei King Crimson e da Carl Palmer alla batteria. Pure Jimi Hendrix doveva essere parte del gruppo, ma morì poco prima che iniziassero a provare e cosi non se ne fece nulla. Il loro primo album risale al 1970 e si chiama semplicemente Emerson, Lake and Palmer. Il disco è fortemente ispirato alla musica classica e presenta lunghe parti strumentali bellissime, specialmente di Emerson al Piano, all' Organo o al synth. All inizio del 1971 è la volta di Tarkus (notare l'orrenda copertina), un disco composto da una bellissima "suite" di 20 minuti e altre 6 canzoni corte che pero danno l'idea di essere messe li solo per riempire lo spazio mancante. A fine anno il trio pubblica un Live, Picture at an Exhibition, un live fatto quasi interamente di riarrangiamenti classici con largo uso di sintetizzatori. Il lavoro a mio parere più bello (e anche secondo Lake) è pero Trilogy, del 1972. I pezzi sono belli dal primo all ultimo. Dalle melodie piu avvolgenti come The Endless Enigma e From the Beginning ai pezzi in cui Emerson mostra tutta la sua straordinara bravura come The Sheriff e Hoedown (http://it.youtube.com/watch?v=N0FuFfcCZiE, guardate come muove le dita, non è veloce come Rick Wakeman, ma come lo fa lui lo non lo fa nessuno).



L'anno dopo esce Brain Salad Surgery, che riprende la linea di Tarkus, con un bellissimo pezzo lungo, Karn Evil 9 e 4 pezzi più corti che a differenza di Tarkus sono anche belli. Nel 1974 esce invece Welcome Back My Friends, un live dove sono fatte sentire numerose delle piu belle canzoni da loro prodotte. Si fermano poi per 3 anni, per riprendere nel 1977 con tre dischi di fila chiamati rispettivamente Works 1 (composto da due dischi) e Works 2, tutti e tre non sono brutti, ma non hanno sinceramente niente da dire. Nel 1978 esce il pessimo Love Beach e poi la band si sciogliera per riformarsi fra il 92 e il 98 producendo due album che non ho sentito ma che, a detta di molti, è meglio non sentire. Con questo concludo ciao a tutti da Iardo

martedì 11 novembre 2008

The Who: Live At The Isle Of Wight Festival

Salve a tutti, eccomi ad un nuovo post. Dopo il maxi-articolo sugli Zep è il momento di passare alla recensione di un disco classico tra i classici: The Who Live At The Isle Of Wight Festival.



Il disco contiente l'incredibile concerto sostentuto da Townshed e i suoi nel 1970durante il festival dell'isola di Wight, dove i quattro di Londra mostrano un incredibile preparazione Live. In quest'album gli Who ci ripropongono quasi tutta la scaletta di Tommy, oltre ai loro pezzi classici, come Heaven And Hell, Can't Explain e Summertime Blues, oltre ad una buone dose di improvvisazione.
Le canzoni sono tutte di altissima qualità, e sembra di rivivere le emozioni di Live At Leeds, ma con piu pezzi in scaletta. Se Live At Leeds è il miglior live della band, allora questo è di sicuro il secondo. Pinball Wizard è rappresentata in maniera fedele all'originale, mentre gli Who fondono We Are Not Gonna Take It e See Me Feel Me rendendola un unica epopea psichedelica, che ci fa ripercorrere tutte le vicende di Tommy, senza dimenticare Amazing Journey e Acid Queen. Buona anche l'esecuzione di Substitute e My Generation, mentre viene stravolta completamente Magic Bus, uno dei migliori colpi degli Who, che la distruggono, la imbottiscono di LSD e la ripresentano in una versione senza paragone, autentico capolavoro musicale. Da sottolinerae che gli Who presentaro in anteprima Naked Eye, canzone che apparirà un anno dopo su Who's Next, e che già ci fa capire che razza di album sarà. Ottimo concerto quello sotenuto da Roger & Co, in tema con l'ambiete circostante, un Post-Woodstock al cardiopalma (Ricordiamo che all'isola di Wight suonarono gruppi del calibro dei Jethro Tull e i Doors, oltre a Hendrix, i Ten Years After e gli ELP), forse l'ultimo vero grande festival dell'epoca del Make Love Not War.


In pratica, la ricetta per questo live, è semplice: prendete l'esecuzione di Tommy di Woodstock, unitela ai pezzi classici di Live At Leeds, imbottite il tutto di acidi e di LSD ed avrete uno dei dischi piu sensazionali di sempre.
Voto: 9+/10

Stay Rock, Carry On.